Serrande tagliafuoco: funzionamento, tipologie e criteri di scelta per impianti industriali
Chi progetta una rete di canalizzazione dell’aria sa che la sicurezza antincendio non è un dettaglio da inserire a fine progetto, ma un requisito che condiziona scelte impiantistiche, dimensionamenti e layout fin dalle prime fasi. Capire nel dettaglio come funziona una serranda tagliafuoco, quali varianti esistono e quando conviene optare per una soluzione motorizzata permette di evitare errori costosi in fase di collaudo e di garantire la conformità normativa nel tempo.
INDICE
- Cosa sono le serrande tagliafuoco e perché sono indispensabili
- Come funziona una serranda tagliafuoco: principio di funzionamento e componenti
- Serrande tagliafuoco standard, a gravità e motorizzate: le differenze operative
- Criteri di progettazione per impianti industriali di grandi dimensioni
- Perché affidarsi a soluzioni progettate su misura
Cosa sono le serrande tagliafuoco e perché sono indispensabili
Una serranda tagliafuoco è un dispositivo meccanico installato all’interno di una rete di canalizzazione dell’aria, con il compito di intercettare il condotto in caso di incendio e impedire la propagazione di fiamme, fumo e calore da un compartimento all’altro dell’edificio o dell’impianto. In presenza di un sistema di ventilazione, climatizzazione o estrazione fumi, i canali rappresentano infatti un percorso privilegiato attraverso cui l’incendio potrebbe diffondersi rapidamente tra ambienti separati, vanificando la compartimentazione strutturale prevista dal progetto antincendio.
Per questo motivo, ovunque un condotto attraversi una parete o un solaio con resistenza al fuoco certificata (REI), la normativa richiede l’installazione di una serranda dotata di analoga classe di resistenza. Negli impianti industriali di grandi dimensioni, dove le canalizzazioni possono superare i sei metri di sezione e attraversare decine di compartimenti, la corretta selezione e il corretto posizionamento di questi dispositivi diventano un elemento centrale del progetto di prevenzione incendi, non un accessorio marginale.
Settori come la raffinazione oil&gas, la termovalorizzazione, la cogenerazione e gli impianti di abbattimento polveri presentano inoltre condizioni operative gravose, con temperature elevate, presenza di particolato e atmosfere talvolta corrosive. In questi contesti la serranda non deve soltanto garantire la tenuta in caso di incendio, ma anche resistere nel tempo alle sollecitazioni ambientali quotidiane senza perdere efficienza.

Come funziona una serranda tagliafuoco: principio di funzionamento e componenti
Il funzionamento di una serranda tagliafuoco si basa su un principio relativamente semplice nella sua logica, ma estremamente rigoroso nella sua esecuzione tecnica. All’interno del condotto è alloggiata una o più alette (lame) imperniate, normalmente mantenute in posizione aperta da un sistema di trattenuta. Quando un sensore termico rileva il superamento di una soglia di temperatura, oppure quando interviene un comando esterno collegato al sistema di rivelazione incendi, il meccanismo di trattenuta si sgancia e le alette ruotano fino a chiudere completamente la sezione del condotto.
La tenuta che ne risulta deve essere verificata e certificata: i prodotti di fascia industriale, come quelli sviluppati da Meccanica Rhodense, vengono testati per garantire una tenuta geometrica che può arrivare fino al 99,5%, requisito determinante per impianti dove anche un minimo trafilamento di fumi caldi comprometterebbe l’efficacia della compartimentazione.
I componenti principali di una serranda tagliafuoco includono il telaio strutturale, le alette in lamiera (singole o multiple, a seconda della sezione da intercettare), il sistema di azionamento (a molla, a contrappeso o motorizzato), l’elemento fusibile o il sensore termico che attiva la chiusura, e le guarnizioni intumescenti che si espandono con il calore migliorando ulteriormente la tenuta. La combinazione di questi elementi determina la classe di resistenza al fuoco del dispositivo, certificata secondo normativa europea (EN 1366-2 e correlate) e dichiarata in termini di tempo di tenuta, ad esempio EI 60 o EI 120.
Un aspetto spesso sottovalutato in fase di progetto: la serranda deve essere dimensionata non solo per la sezione del condotto, ma anche per le condizioni di esercizio reali dell’impianto, comprese temperature di processo, velocità dell’aria e presenza di sostanze aggressive. Una soluzione standard non sempre risponde a questi vincoli, ed è qui che la progettazione su misura fa la differenza tra un componente che funziona sulla carta e uno che funziona sul campo.
Serrande tagliafuoco standard, a gravità e motorizzate: le differenze operative
Serrande a gravità
Le serrande a gravità sfruttano il peso delle alette per ottenere la chiusura automatica nel momento in cui il sistema di trattenuta (tipicamente un elemento fusibile tarato su una soglia termica) cede. Si tratta di una soluzione meccanica, priva di alimentazione elettrica, particolarmente indicata laddove sia richiesta affidabilità anche in assenza di energia o in condizioni di emergenza generalizzata. Il vantaggio principale risiede nella semplicità costruttiva e nella ridotta necessità di manutenzione elettrica, a fronte di una minore flessibilità di gestione da remoto.
Serrande motorizzate
Le serrande tagliafuoco motorizzate integrano un attuatore elettrico o elettropneumatico che consente l’apertura e la chiusura comandata, oltre alla chiusura automatica in caso di emergenza. Questa configurazione permette di integrare il dispositivo in una logica di automazione e supervisione (BMS, sistemi SCADA), fornendo segnalazione continua dello stato della serranda, possibilità di test periodici da remoto e gestione coordinata con altri sistemi di sicurezza dell’impianto. Negli impianti industriali complessi, dove il numero di serrande installate può essere elevato e distribuito su più livelli o edifici, la motorizzazione riduce sensibilmente i tempi di verifica e manutenzione, oltre a fornire una tracciabilità documentale utile in fase di audit e collaudo.
La scelta tra le due configurazioni dipende da fattori quali la criticità del compartimento servito, la presenza di un sistema di supervisione centralizzato, la frequenza richiesta per i test funzionali e i vincoli di accessibilità fisica alla serranda una volta installata. In impianti con accesso difficoltoso, ad esempio in copertura o su canalizzazioni in quota, la motorizzazione con segnalazione remota evita interventi di verifica manuale ripetuti e potenzialmente rischiosi per il personale.
Serrande a doppia funzione
Esistono inoltre configurazioni a doppia funzione, capaci di operare sia come elemento di regolazione del flusso d’aria in condizioni normali, sia come dispositivo di intercetto in caso di incendio. Questa soluzione consente di ridurre il numero di componenti lungo la canalizzazione, semplificando il layout dell’impianto, ma richiede una progettazione attenta affinché le due funzioni non entrino in conflitto durante l’esercizio quotidiano.
Criteri di progettazione per impianti industriali di grandi dimensioni
Quando si parla di grandi impianti, la selezione della serranda tagliafuoco non può limitarsi alla scelta di un prodotto a catalogo. Diametri che variano da 100 mm fino a 6.000 mm, e sezioni rettangolari che arrivano a 8.000 x 8.000 mm, richiedono soluzioni progettate sulle specifiche reali dell’impianto, non adattate a posteriori. Tra i criteri tecnici da considerare in fase di progettazione rientrano:
- La classe di resistenza al fuoco richiesta dalla compartimentazione (EI 30, EI 60, EI 120), definita dal progetto antincendio dell’edificio o dell’impianto.
- Le condizioni termiche di esercizio, con range che nei contesti industriali più gravosi possono andare da -40°C a 1000°C, in funzione del processo servito.
- La resistenza a fluidi e ambienti aggressivi, determinante in settori come la chimica, il recupero solventi o la depurazione fumi di motori navali.
- Le dimensioni e la geometria del condotto, che condizionano il numero di alette, lo spessore della lamiera e il tipo di azionamento più adatto.
- L’integrazione con il sistema di supervisione dell’impianto, qualora si opti per la motorizzazione.
L’analisi di questi elementi richiede un confronto diretto tra progettista e produttore già nelle fasi preliminari, in modo da individuare vincoli di sistema, obiettivi specifici e requisiti funzionali prima di arrivare alla definizione esecutiva. È proprio questo il valore aggiunto di un partner tecnico che affianca lo studio di progettazione passo dopo passo, anziché limitarsi a fornire un componente standard.
Certificazione SOLAS per le serrande tagliafuoco Meccanica Rhodense
Per gli impianti che operano in ambito navale e offshore, le serrande tagliafuoco di Meccanica Rhodense (modello S529-SOL) dispongono della certificazione EC Type-Examination secondo il Modulo B della Marine Equipment Directive (MED) 2014/90/EU, rilasciata da Istituto Giordano S.p.A. in qualità di Organismo Notificato (EC Notified Body No. 0407). La certificazione attesta la conformità alla normativa SOLAS 74, Regola II-2/9, sulla base dei test condotti secondo il Codice FTP (IMO Res. MSC.307(88)), Annex 1 Part 3, e include l’approvazione USCG (USCG164.139/EC0407). Il prodotto è inoltre abilitato all’apposizione del marchio “wheelmark”, requisito necessario per l’installazione a bordo di navi soggette alla normativa internazionale sulla sicurezza della vita in mare. Questo significa che le serrande possono essere impiegate non solo in impianti industriali a terra, ma anche in applicazioni marine e navali, dove i requisiti di resistenza al fuoco e affidabilità sono ulteriormente stringenti.
Perché affidarsi a soluzioni progettate su misura
Meccanica Rhodense progetta e produce dal 1963 soluzioni per la gestione dell’aria canalizzata, con un focus specifico su valvole e serrande destinate all’intercetto e al direzionamento dei flussi in impianti industriali complessi: raffinazione oil&gas, RTO, termovalorizzazione, cogenerazione e trigenerazione, power generation, insonorizzazione e numerosi altri contesti applicativi. Ogni progetto nasce dall’ascolto attento delle esigenze del cliente e si sviluppa in soluzioni interamente personalizzate, studiate su misura in ogni dettaglio, dalla definizione delle necessità fino all’identificazione del prodotto più adatto.
Questo approccio risulta particolarmente rilevante quando si parla di serrande tagliafuoco su misura per grandi impianti: l’analisi preliminare del contesto, dei vincoli di sistema e dei requisiti funzionali consente di definire una strategia precisa, capace di garantire risultati affidabili nel lungo periodo, anche nelle condizioni operative più gravose. Un dispositivo dimensionato correttamente fin dall’origine riduce i rischi in fase di collaudo, semplifica le verifiche periodiche e si mantiene efficiente per l’intero ciclo di vita dell’impianto.
Se stai valutando come integrare correttamente le serrande tagliafuoco nella tua rete di canalizzazione o hai bisogno di una soluzione progettata sulle caratteristiche specifiche del tuo impianto, contatta Meccanica Rhodense per costruire insieme la proposta tecnica più adatta al tuo progetto.
